Mente ed economia by Alessandro Antonietti & Michela Balconi

Mente ed economia by Alessandro Antonietti & Michela Balconi

autore:Alessandro, Antonietti & Michela, Balconi [Alessandro, Antonietti & Michela, Balconi]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Psicologia, Prismi
ISBN: 9788815140883
editore: Societa editrice il Mulino Spa
pubblicato: 2008-10-14T22:00:00+00:00


1. Effetto «framing» e origine del denaro

Come già si è visto nei capitoli precedenti, lo studio dei processi psicologici che conducono alla scelta ha messo in evidenza che il processo decisionale, lungi dall’essere conforme ai principi di invarianza postulati dalla teoria razionale, è fortemente influenzato dalla modalità di presentazione del problema decisionale e dalla rappresentazione mentale dello stesso. La modalità attraverso cui l’individuo si prospetta lo scenario mentale della scelta, ossia il cosiddetto «frame», è infatti determinante ai fini della scelta stessa. Il frame può essere pensato come una sorta di cornice nella quale la scelta è collocata, una rappresentazione cognitiva delle conseguenze delle alternative dell’eventuale scelta.

Kahneman e Tversky [1979; Tversky e Kahneman 1981] rilevano come diverse modalità di presentazione di un medesimo problema decisionale conducano l’individuo a compiere scelte differenti, addirittura opposte e speculari, a seconda del frame in cui la decisione è collocata. La formulazione di un problema decisionale in termini di guadagni piuttosto che in termini di perdite induce la costruzione di frames differenti e, di conseguenza, porta a compiere scelte diverse. I «guadagni» e le «perdite» potenziali, infatti, non sono dati oggettivi, bensì sono definiti in rapporto a punti di riferimento soggettivi. Le persone, cioè, presentano una differente sensibilità nei confronti delle vincite e delle perdite: queste ultime hanno un peso e un impatto maggiore rispetto alle prime; a livello psicologico il valore di una perdita viene percepito come maggiore rispetto a una vincita di pari entità. Per tale ragione, le persone si dimostrano maggiormente disponibili a compiere scelte rischiose nel caso in cui il contesto decisionale sia caratterizzato in termini di «perdite»; al contrario, gli individui prendono decisioni «avverse al rischio» nei problemi decisionali caratterizzati in termini di «guadagni».

Una versione relativamente semplice della procedura atta a far emergere l’«effetto framing» è stata recentemente impiegata da De Martino e colleghi [2006; Kahneman e Frederick 2007] che hanno predisposto due versioni di un compito decisionale in cui le opzioni sono formulate o in termini di guadagni (gain frame) o in termini di perdite (loss frame). In entrambe le versioni ai soggetti viene inizialmente comunicato l’ammontare della cifra di cui dispongono e, successivamente, viene chiesto loro di scegliere tra un’opzione «sicura» e un’opzione «rischiosa». Il testo di un problema decisionale nelle due versioni è riportato di seguito.

Gain frame: «Hai ricevuto 50 euro. Ne puoi tenere 30 oppure tentare una scommessa in cui hai il 60% di probabilità di tenere l’intera somma e il 40% di probabilità di non tenere nulla»

Loss frame: «Hai ricevuto 50 euro. Ne perdi 20 oppure puoi tentare una scommessa in cui hai il 60% di probabilità di non perdere nulla e il 40% di probabilità di perdere l’intera somma».

Una serie di problemi come quelli sopra riportati fu sottoposta, variando di volta in volta l’entità delle somme e delle probabilità (facendo sì che nei casi critici l’utilità attesa delle due opzioni fosse identica, ma inserendo anche come distrattori coppie di opzioni in cui una delle due opzioni avesse un’utilità attesa diversa dall’altra), a 20 studenti universitari.



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